CENTRO STUDI TRADIZIONI POPOLARI PER LA RICERCA

E LA DOCUMENTAZIONE DEMOETNOANTROPOLOGICA

“ALFONSO M. DI NOLA”

Libreria

 

SEGNALAZIONI SULLE USCITE IN LIBRERIA PER IL SETTORE ANTROPOLOGICO E STORICO-RELIGIOSO

 

Titolo: Tutto a segno di croce.Storie di donne contadine
Autore: Erberto Petoia
Dati:2020, 192 p., brossura,€ 12,00
Editore: De Angelis editore

 

 

 

Da un passato recente della nostra storia, ma remoto nelle coscienze, riaffiorano attraverso narrazioni femminili vicende e visioni di mondi diversi. Storie di donne, la cui forza e dignità hanno garantito alla società contadina, perennemente vittima di miserie, di guerre e di emigrazioni, la sua sopravvivenza e continuità.E oggi diventa per loro, testimoni della fine di una civiltà e della fuga da essa delle ultime generazioni, sempre più difficile orientarsi nella trama di modelli culturali, spesso svuotati di quei valori che avevano scandito le loro opere e i giorni. Protagoniste silenti di una historia minor, ma non per questo meno importante e significativa ai fini della comprensione del tempo attuale.

 

 

Titolo: L’antropologia di Gramsci. Corpo, natura, mutazione
Autore : Giovanni Pizza
Dati: 2020, 182 p., brossura € 12,90
Editore: Carocci
 
 
 

L’obiettivo del libro è sottolineare l’urgenza di un’antropologia gramsciana fondata su un metodo critico-politico. Esaminando le vocazioni antropologiche delle scritture di Antonio Gramsci, si intende gettare le basi per iniziare l’«inventario» delle «infinite tracce» impresse dalla storia nel nostro corpo, come aveva egli stesso auspicato. Con scaltrezza e sensibilità, possiamo allontanarci dalle forme espressive dell’elucubrazione mentale, trasformando ogni riflessione teorica in una pratica, una postura fisico-politica da assumere con responsabilità sulla scena pubblica. Fin dal suo avvio, l’antropologia di Gramsci appare un’impresa densa e difficile. Eppure riserva un piacere intenso. Timore, trepidazione, fascino, gioia e altre emozioni coinvolgono chi si avvicini alla prosa gramsciana, dolcissima e complicata, lucidissima e implacabilmente riflessiva, grandiosa e terribile come il mondo nella sua interezza. Leggendo, possiamo «sentire e comprendere» un “Gramsci antropologo” nelle parole che egli ha riversato in quotidiani, riviste, lettere e quaderni, prima degli anni del carcere e durante la prigionia, in una straordinaria e sofferta esperienza di ricerca, conoscenza e lotta politica.

 

Titolo: Napoli come non l’avete mai sentita.
Autore : Claudio Corvino
Dati: 2019, 384 p., ill., brossura € 12,90
Editore: Newton Compton
 
 
 

Dal Vesuvio alle profondità marine, la città di Napoli può essere raccontata utilizzando un senso nuovo: l’udito. Ci sono rumori scomparsi, come il tintinnio delle bottiglie del lattaio la mattina, e suoni che si tramandano, come le canzoni dei “posteggiatori”; le stridule grida dei cantatori della cultura popolare e le voci perfette dei cantanti della nuova “tradizione”; le voci degli imbonitori dei mercati, che conservano secoli di storia in poche strofe, e voci nuove, come il venditore di “infilaaghi” sulla funicolare. I terribili rumori del traffico e il fragore dei botti di Capodanno, che allontanano i mali futuri e passati, e quelli delle pistole dei camorristi che vorrebbero governare anche acusticamente questa città. E poi c’è il mare, il rumore del mare, dallo sciabordio delle onde ai fondali, con nuove forme di vita come delfini e cetacei che stanno ritornando nel Golfo. Suoni e rumori che sono in grado di raccontare la storia, l’antropologia e i cambiamenti della secolare città di Napoli. Basta prestare loro ascolto.

 

Titolo: Storia segreta del Medioevo.
Autore : Erberto Petoia
Dati: 2018, 378 p., ill. , Rilegato, € 19,90
Editore: Newton Compton editori
 
 
 
 
 

La storia degli uomini e delle donne del Medioevo ha modellato e influenzato profondamente il modo di vivere dei popoli europei e ancora si ripresenta nel nostro quotidiano sotto molteplici forme. Un periodo storico contraddittorio, in bilico perenne tra oscurantismo e idealizzazione, che è caratterizzato da grossi sconvolgimenti nei rapporti politici, sociali e, soprattutto, religiosi.La scomparsa degli antichi culti,sostituiti gradualmente dal cristianesimo, e l’ingresso in uno spazio politico e religioso comune di quei paesi che erano rimasti fuori dalla civiltà romana sanciscono l’atto di nascita dell’Europa, in cui hanno origine e si consolidano sincretismi religiosi, consuetudinari e giuridici che regoleranno e condizioneranno a lungo la vita dell’uomo occidentale fino ai nostri giorni. Momento essenziale del nostro passato, questo affascinante e sorprendente viaggio nel Medioevo potrà «dare il duplice piacere di incontrare insieme l’altro e voi stessi» (Jacques Le Goff)

Titolo:Lezioni dall’obitorio. Saggi di antropologia medica ed etnopsichiatria
Autore: Alfonso M. di Nola
Curatore: Ireneo Bellotta, Gianni Pizza
Dati: 2017, 238 p., Brossura, € 18,00
Editore: Rivista Abruzzese (collana Quanderni di Rivista Abruzzese)
 
 
 

“Sto preparando un volume intitolato “Lezioni dall’obitorio”: nasce da un corso che ho tenuto al perfezionamento di psichiatria del policlinico [di Napoli, n.d.r.]. Analizzo, nel corso del testo, la relazione tra fenomeni cinturali e dati psichiatrici. Il titolo nasce dal luogo senza dubbio tetro, ma adatto a pensare,dove ho tenuto le mie lezioni.” Così il 7 marzo del 1988, in un’intervista al “Corriere della Sera”, Alfonso Maria di Nola annunciava un suo nuo­vo progetto di pubblicazione. Quel lavoro non uscì mai, ma negli ultimi trentanni del Novecento, di Nola aveva sviluppato, in piena autonomia scientifica e intellettuale, un’originale linea italiana di antropologia medica ed etnopsichiatria. Il testo qui proposto prova a dare un esito a quell’annuncio di Alfonso Maria di Nola, grande antropologo e storico delle religioni, protagonista della scena scientifica e pubblica italiana. Questa raccolta di diciotto scritti risponde all’esigenza di mettere in luce  il fondamentale contributo che di Nola ha dato all’antropologia medica e all’etnopsichiatria e testimonia le premesse, i risultati e gli avanzamenti di una linea specifica nello studio delle culture del corpo, della salute e della malattia. Staordinari quadri critico-comparativi, di grande efficacia, che spaziavano tra sindromi bio-mediche o psichiatriche e complessi mitico-rituali noti alla Storia delle religioni italiane. Così si esprimeva Alfonso M. di Nola:  “Il problema, quindi, si ripropone, in forma finale, come momento particoarmente teso di educazione politica delle classi mediche ufficiali in presenza delle alterità culturali, da considerarsi nella loro integrità di tramite di patrimoni tradizionali di dimensione diversa dalla nostra”.

 

Titolo: Tradizioni popolari di Napoli.

Autore : Claudio Corvino
Dati: 2017, 384 p., ill. , Rilegato € 12,90
Editore: Newton Compton
 
 
 
 
 
 

Un viaggio nelle tradizioni ancora vive e significative nonostante le trasformazioni in atto. Nessuna cultura è mai completamente isolata – figurarsi quella di una città portuale – e la realtà è in continuo cambiamento. Ciò che invece è costante sono gli stereotipi, i giudizi e i pregiudizi creati da altri che finiscono col diventare credibili agli stessi abitanti della città: «Io sono napoletano perché canto, perché sono superstizioso, simpatico o “filosofo”». Tutte cose che non hanno nulla a che vedere con la vita delle persone. Eppure lo stereotipo funziona: è nata una retorica della “napoletanità”. Questo volume vuole osservarla, tentando di scardinare i luoghi comuni e di inserire la cultura napoletana in un più corretto ambito europeo. Mai come ora infatti è importante capire cosa siano le Tradizioni in una città che accoglie continuamente nuove culture e nuovi stili di vita.

 

Titolo: Storia del presepe.Personaggi,miti, simboli.
Autore : Erberto Petoia
Dati: 2015, 410 p., ill. , Brossura, € 29,90
Editore: Editori Riuniti University Press
 
 
 
 

Rappresentazione tra le più significative della religione cristiana, il presepe è il risultato di una lunga stratificazione di forme e contenuti, eterogenei per provenienza religiosa e culturale, i cui principali e  irrinunciabili elementi costitutivi sono profondamente influenzati da scritture apocrife, esegetiche   e leggendarie, più che dalla stringata narrazione evangelica. Dietro le statuine che animano la scena della Natività residuano dispute teologiche, tradizioni, interpretazioni, significati, assimilati nel patrimonio mitico e religioso cui fa riferimento il presepe ecclesiastico e, in misura maggiore, quello popolare. Personaggi, animali, miti e simboli, nati sotto la spinta di specifiche esigenze dottrinali, che nel corso dei secoli acquisiscono una loro sacralità e che conferiscono al presepe la poeticità, il fascino e la magia che giustificano, in parte, la sua indistinta diffusione tra credenti e laici.

 

 

Titolo:Orso. Biografia di un animale dalla preistoria allo sciamanesimo
Autore: Claudio Corvino
Dati: 2013, 395 p. ill-. Brossura, € 20,00
Editore: Odoya
 

 

L’orso è l’ultima delle grandi fiere che il mondo abbia conosciuto, un generatore di simboli adatto a individuare realtà diverse tra loro: dalle comunità gay “Bears” alla Coca-Cola, dalle costellazioni alle squadre di rugby. In questo insolito saggio, una vera e propria biografia dell’orso, si ripercorrono i rapporti intercorsi tra l’uomo e l’animale nei secoli e nelle culture: dalla Preistoria e il suo presunto “culto dell’orso” al mondo greco, dove l’animale dà nome a costellazioni e accompagna le ragazze di buona famiglia alla vita matrimoniale attraverso il rito dell’aratela; dal mondo romano, dove combatte contro altri animali, gladiatori, cristiani e criminali, all’età medievale, quando i cuccioli sono utilizzati da principi e re come dono per le dame e gli adulti come cavalcature di santi. Un’epoca in cui gli uomini possono trasformarsi in terribili Berserkir, i mitici guerrieri-orso delle saghe nordiche. Il volume spazia anche tra le culture etnologiche: dagli Ainu giapponesi agli indiani d’America, dagli Inuit agli sciamani tungusi, per raccontare con linguaggio accessibile anche ai non specialisti realtà antropologiche come “Signore degli Animali”, Bear Ceremonialism, sciamanesimo. Anche nelle tradizioni occidentali l’orso è ancora presente nei racconti e nelle maschere di Carnevale: i loro significati profondi saranno ricercati in un piacevole viaggio che va da Aristotele a King Kong. Senza dimenticare le compagnie italiana, gitane e russe degli orsanti.

 
Titolo: Storia e simbologia dell’albero. Il rapporto uomo-albero tra antropologia culturale e storia  delle religioni
Autore : Alfonso M. di Nola
Curatore: Sara Bellotta
Dati: 2012, 120 p., ill., brossura € 8,00
Editore: Rivista Abruzzese (collana Quanderni di Rivista Abruzzese)
 
 
 
 

“La trama imponente di significati simbolici che, nelle varie culture umane, si sono sviluppati intorno all’albero dipende dall’importanza che questa forma vegetale ha sempre assunto: produttore di beni alimentari, materiale di costruzione utilizzato dagli oggetti più semplici a quelli più complessi, dalle prime forme di vanga alla canoa, alla capanna, al tempio e alla nave, difesa dei terreni aperti contro i venti e gli uragani, ricco per le sue radici, per la sua scorza, per i fiori, le foglie, la frutta, di una sconfinata serie di sussidi terapeutici, l’albero diviene nella storia umana un bene primario o fondamentale intorno al quale si costituisce una costellazione di valori prevalentemente positivi che si esplicano nel gioco dell’immaginario. Anche qui vale la regola interpretativa secondo la quale un elemento della natura si arricchisce di segnali simbolici in rapporto diretto con l’importanza economica che esso assume nel gruppo umano: la dialettica del simbolo trasforma in tutt’altro il bene primario e lo costituisce in realtà radicali che riguardano, al di là dell’appartenenza dell’albero al regno vegetale, la rappresentazione di quadri cosmici ed esistenziali.” (A, M. di Nola)

 
 
Titolo: Cara moglia. Storie e lettere a casa di emigranti abruzzesi
Autore: Emiliano Giancristofaro
Dati: 2011, 372 p., brossura € 18,00
Editore: Rivista Abruzzese (collana Strumenti della conoscenza sociale)

Giancristofaro ci aiuta a ripercorrere le tappe dell’emigrazione utilizzando una chiave di lettura, anche e soprattutto in funzione squisitamente storica, assai più efficace e penetrante che non le tabelle ministeriali o le cantilene populistiche costruite a tavolino dalle case discografiche, qualche cosa di meno trionfalistico delle une ed assai meno recriminatorio delle altre; né “migrazioni bibliche” alla Rossi Doria né geremiadi e piagnistei alla Profazio, ma mezzo secolo di storia regionale filtrata attraverso protagonisti autentici, che meglio di chiunque altro hanno rivissuto il passato, con i suoi ritardi e le sue vischiosità innumerevoli, ma più prontamente di molti altri, dai politici ai turiferari ed ai pennivendoli, si sono inseriti nell’avvenire, perché hanno contribuito nei fatti, sia pure inconsapevolmente e dolorosamente, a costruirlo. (Raffaele Colapietra)

Queste cadenze di lettere abruzzesi divengono il palinsesto subalterno di una miseria culturale non risolta, ma aggravata nel trasferimento in paesi lontani. Parla, qui, una società maschilista, patriarcale, innestata nelle arcaiche radici pastorali e contadine… E allora un libro come questo, che non si disperde in teorie, diviene un referente conturbante del nostro tempo: poiché segna una storia dell’immobilità, della degradazione, del crollo, ma anche si apre, come testimonianza, su esperienze umane che la storia maggiore ignora. (Alfonso di Nola)

 

Titolo: La liana delle anime. Dai documenti vedici al Corano, viaggio intorno alle bevande mistiche
Autore: Alfonso M. di Nola
Curatore: Ireneo Bellotta
Dati: 2009, 138 p., Brossura, € 15,00
Editore: Rivista Abruzzese (collana Quanderni di Rivista Abruzzese)

 

 
 
 

“Le specie vegetali arboree o erbacee possono essere oggetto di un particolare sfruttamento: l’uso per la preparazione di bevande fermentate e l’uso delle foglie, dei fiori, delle radici, della scorza ecc. per la loro particolare efficacia stupefacente, allucinatoria, eccitante, ipnotica. Ci troviamo, qui, ai limiti di fenomeni che appaiono eccezionalmente interessanti per le loro implicazioni religiose, mitiche e rituali, poiché, in ambedue i casi segnalati (bevande fermentate e utilizzazione di sostanze vegetali stupefacenti e analoghe), si rileva l’emergenza di condizioni fisio-psichiche facilitanti, sul piano dell’esperienza religiosa, quelle singolari fughe dalla realtà che appaiono nell’estasi e nell’orgia. I vegetali veicolano, in questi casi, loro specifiche mitologie, che riguardano l’introduzione dell’uso eccitante o narcotico, o presentano forme di divinizzazione delle specie utilizzate.” (A.M. di Nola)

Un’antologia che evidenzia e ripercorre il bisogno dell’uomo, nelle diverse epoche, di distacarsi dall’essere storico per realizzare momentaneamente e funzionalmente una sua destorificazione, per poter così reinserirsi nel tempo umano e storico con rinnovata fiducia

 

Titolo: Antropologia medica.
Autore : Giovanni Pizza
Dati: 2005, 308 p., € 20,80
Editore: Carocci (collana Frecce)

 
 

 

 

Nata con l’obiettivo di indirizzare la ricerca antropologica sulle rappresentazioni della malattia e le forme di medicina nelle diverse società umane, oggi l´antropologia medica è una scienza critica e sperimentale che produce ricerche ed elabora riflessioni sui modi in cui il corpo, la salute e la malattia sono costruiti, negoziati e vissuti in un continuo processo dinamico, regolato da rapporti di forza e osservabile nella trasformazione storica e nella variabilità dei contesti sociali, culturali e politici. Questo libro si rivolge a quanti si avvicinano oggi all´antropologia medica sia come studenti di facoltà umanistiche e di scienze antropologiche sia nel campo della formazione medico-professionale e dell´assistenza. È un testo introduttivo, che intende fornire elementi di base per lo studio e la comprensione dell´antropologia medica e contribuire alla circolazione di strumenti e idee utili per affrontare la complessità dei processi politico-culturali che coinvolgono i corpi e le istituzioni, il rapporto fra salute e ineguaglianza, l´esperienza del dolore, i processi terapeutici, le strategie di cura. Il volume illustra quadri concettuali, ambiti di ricerca e potenzialità operative dell´antropologia medica contemporanea, in un´ottica di rilancio del dialogo fra antropologia e biomedicina


Titolo: Miti e leggende degli zingari
Autore : Erberto Petoia
Dati: 2004, 254 p., brossura € 14,50
Editore: Franco Muzzio Editore
 
 
 
 

Reietti e perseguitati fin dalla loro prima comparsa in Europa, gli zingari hanno sempre ingenerato inquietudine e suscitato interrogativi sulle cause della loro dispersione per il mondo e del loro nomadismo: un modo di vita, che ancora oggi appare come pericolosa alterità agli occhi dei popoli sedentarizzati.Questo popolo misconosciuto, considerato ladro, bugiardo, parassita, senza cultura, ha dato vita a un patrimonio mitico e leggendario, in cui gli elementi appartenenti al mondo cristiano, ebreo, iraniano e indù, sono rielaborati in una visione religiosa non semplicemente sincretica, ma originale rispetto a tutto quello che nel corso dei secoli ha assorbito dai vari popoli. Prendono così forma, in tutta la loro originalità, i miti e le leggende sull’origine del mondo e degli zingari, sulle fate del destino, sui demoni e gli spettri che popolano il loro universo.Miti e leggende sulla morte e sull’aldilà pervasi da una dolente malinconia, a cui si alternano le narrazioni più solari e più gioiose sui loro mestieri e sulle loro arti, e i racconti eziologici che sembrano assecondare, con una sorta di ironica e rassegnata sopportazione, una spiegazione ai tanti stereotipi, luoghi comuni e pregiudizi che da secoli li accompagnano nel loro girovagare.